Il Blog

Le ragioni di un viaggio e di un Blog
- Viaggio perché amo la natura in tutte le sue forme e in Italia la natura non ancora del tutto assoggettata agli interessi umani non esiste più...
- Viaggio perché amo la storia, non solo la mia, e apprezzo quella degli altri...
- Viaggio perché viaggiare mi permette di scoprire e capire le differenze. E le differenze sono un vantaggio, non un problema...
- Viaggio perché viaggiare mi conferma che sono stato stato fortunato a nascere in Italia...

Queste sono le considerazioni che mi hanno spinto a creare e a mantenere nel tempo questo Blog, oltre al desiderio di raccontare agli altri le mie esperienze di viaggio. 
Il Blog non è una guida, non riporta, in generale, notizie tecniche. Racconta quello che ho visto e le emozioni provate, quelle divertenti e quelle angoscianti. 

Il Blog serve pure a far circolare i miei libri, i cui proventi vanno in beneficenza

Trasporti africani - Tchad
Ho cominciato a viaggiare quando Internet era ancora di là da venire e fuori dall'Europa non esisteva nemmeno la teleselezione. Anche le guide turistiche oggi disponibili sono arrivate all'inizio degli anni '90, al momento dell'esplosione del turismo di massa. Fino ad allora le poche notizie sui paesi che andavamo a visitare si potevano ottenere solo da chi nel paese c'era già stato, o quasi. Era un altro modo di viaggiare, ovviamente. 
Nei paesi del terzo mondo, ad esempio, erano molto scarsi gli alberghi disponibili, anche meno che decenti, e spesso le uniche possibilità erano costituite dal campeggio libero oppure dall'accoglienza che le organizzazioni umanitarie o le missioni religiose potevano offrire. 

Dunque ho viaggiato molto e ho cominciato molti anni fa. Nel frattempo cambiamenti profondi hanno investito in molti casi i paesi che ho visitato dieci, venti, trenta o quaranta anni fa e la gente che ci vive. Cambi di regimi, colpi di stato, conflitti etnici, guerre (pensiamo, ad esempio, al genocidio Tutsi-Hutu in Rwanda nel 1994 o alla guerra in Siria o Afghanistan), trasformazioni sociali e globalizzazione li hanno trasformati infatti in luoghi irrimediabilmente diversi.

In partenza sul fiume Aguarico - Amazzonia dell'Ecuador
Così, mi sono domandato, perché parlare di paesi che non esistono più, a volte neanche di nome? O che sono oggi talmente diversi da essere, anche per me, irriconoscibili? Poi ho pensato che, certo, saranno molto diversi, ma i parchi ci sono ancora, le vestigia archeologiche ci sono ancora, la gente in qualche caso avrà oggi il cellulare, i giovani i jeans al posto dei vestiti tradizionali, ma è sempre la stessa gente. Se lo Zaire che ho visitato io oggi si chiama Repubblica Democratica del Congo, cambia qualcosa? 
Quindi, mi sono detto, vale la pena.

Una carovana del sale ("Azalaai") - Niger
Nessuno di noi è Marco Polo o Livingstone, ma possiamo cercare di coltivare il loro atteggiamento, il loro approccio al viaggio. Non "svolazziamo" (nel senso di prendere aerei) tra i luoghi più noti che troviamo sui depliant. Anche con poco tempo a disposizione, manteniamo il più possibile l'approccio al viaggio di Chatwin. Se non riusciamo a vedere "tutto" di un paese, magari possiamo ritornare una seconda volta. Il tempo non è una variabile indipendente, ovvio, ma tutto dipende dal nostro modo di viaggiare e dalla nostra mentalità. Dipende da noi, insomma. Almeno io la penso così.

Buon viaggio!

E le foto? Altre foto in giro per la Rete? 

E' una domanda che mi sono rivolto. Ecco la risposta: per me un viaggio si porta dietro esperienze e ricordi che anche una foto contribuisce a mantenere vivi. 
Così ho deciso di aggiungere alle parole una selezione di immagini.
Sono foto per me importanti, scelte tra migliaia; alcune hanno vinto concorsi, altre sono state pubblicate su riviste e giornali. 
Quelle che ritraggono animali sono frutto di ricerche e appostamenti, alzatacce e colpi di fortuna. Nessuna di esse riprende animali in cattività, tranne una di un giaguaro ricoverato presso un centro di recupero per felini in Costa Rica. . 
E non troverete su questo blog foto di matrimoni o vacanze, feste di laurea o di compleanno, serate in discoteca o al ristorante, pietanze o cocktail, selfie, gattini e cagnolini. 
A quelli che le apprezzeranno dedico una delle mie foto più belle che vedete qui sotto, scattata nel 1983 a Nairobi al mercato della frutta.




NOTA FINALE 
le foto sono pubblicate in definizione discreta per essere apprezzate, ma non troppo elevata per evidenti motivi


Buona visione!

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