sabato 7 gennaio 2017

Sul Blog il viaggio in Canada (con passaggio in Alaska)


Orso nero canadese fa scorpacciate di bacche per l'inverno (Canada)

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venerdì 6 gennaio 2017

Viaggio in CANADA, ALASKA

Lungo la Icefields Highway (Canada)
Paesi attraversati: Canada, USA (Alaska)
Itinerario: 
in Canada Nord-Ovest: Vancouver, Whitehorse, luoghi della corsa all’oro, Dawson City, Top of the World Highway, Vancouver Island, Banff N.P., Rocky Mountains e Icefields Parkway, Jasper N.P.
in Alaska: Top of the World Highway, Alaska Highway
Periodo: Luglio-Agosto 2008
Durata: 1 mese
Ne parlo nel libro: Il Confine Immaginario

Un tuffo nella spettacolare natura del grande nord, paragonabile, pur con le ovvie differenze, a quella della mia amata Africa. In questa parte del Canada (Alberta, British Columbia e Yukon), soprattutto nei territori dello grande fiume Yukon, si può ammirare, immaginare la natura che fino a qualche secolo fa potevamo trovare anche in Europa: impatto umano molto ridotto, immense foreste quasi incontaminate, una fauna spettacolare. Ho visto orsi, una lince (se è poco!), orche marine, balene, volpi, coyotes, pecore delle Montagne Rocciose (bighorn), wapiti (sottospecie del cervo nobile), aquile, procioni, scoiattoli a non finire.

Foto CANADA, ALASKA

Paesi attraversati: Canada, USA (Alaska)
Itinerario: 
in Canada Nord-Ovest: Vancouver, Whitehorse, luoghi della corsa all’oro, Dawson City, Top of the World Highway, Vancouver Island, Banff N.P., Rocky Mountains e Icefields Parkway, Jasper N.P.
in Alaska: Top of the World Highway, Alaska Highway
Periodo: Luglio-Agosto 2008
Durata: 1 mese
Ne parlo nel libro: Il Confine Immaginario

Panorama di Whitehorse (Canada)

mercoledì 4 gennaio 2017

RACCONTO: Il fuggiasco

(Tratto dal mio libro IL VENDITORE DI SOGNI)


Carla alzò lo sguardo stanco all’orologio: mancavano dieci minuti alle otto, orario di chiusura del museo. Dopo tre giornate dedicate allo studio delle opere del Prado, si sentiva esausta e già sapeva che non sarebbero bastate per completare il lavoro. Ne sarebbero servite altre, ma il mattino seguente aveva il volo per l’Italia e non poteva perderlo. Sarebbe dovuta ritornare a Madrid, aveva ancora bisogno di esaminare i capolavori custoditi in quelle sale se voleva completare la sua tesi di laurea sulla pittura spagnola.
Era maggio, ma la primavera tardava ad arrivare e, anzi, a giudicare dal freddo quasi pungente e dalla pioggia che cadeva incessante fin dal mattino, sembrava di essere ancora in pieno inverno. Forse per questo a quell’ora i visitatori del museo si contavano sulle dita di una mano. Posò ancora lo sguardo su Las Meninas  di Velàsquez e le parve bello concludere la visita in una delle sale a lui dedicate, ammirando il suo quadro più importante e famoso.