sabato 20 febbraio 2016

Novità!

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Ho pubblicato il primo viaggio europeo 
(il primo viaggio senza foto):

Paesi Baltici (Estonia, Lettonia, Lituania)

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Buona lettura!


venerdì 19 febbraio 2016

Viaggio nei PAESI BALTICI (Estonia, Lettonia, Lituania)

Paesi attraversati: Estonia, Lettonia, Lituania
Itinerario: 
in Estonia: Tallin, Lahema Park, Sillamae, Tartu
in Lettonia: parco Guaja, Riga, Rundale,
in Lituania: Vilnius, Grutas, Kaunas, penisola Curlandese, Jurgaiciai
Periodo: agosto 2005
Durata: 2 settimane
Ne parlo nel libro:  Il confine immaginario
Caratteristica: viaggio senza macchine fotografiche

Attraversando Estonia, Lettonia e Lituania (vengono citati sempre insieme perché nella storia hanno condiviso spesso l’identico destino) si viene in contatto con una realtà che li accomuna: essere stati nel passato paesi molto progrediti (sorprendente il livello dell’architettura liberty di Riga, ad esempio, o del barocco di Vilnius) e di essere poi precipitati nel buio dell’arretratezza e della dittatura dell’era sovietica, subita dalla seconda guerra mondiale fino agli anni ’90. Fortunatamente nel frattempo il muro di Berlino era caduto e i tre paesi non subirono la sorte che era toccata invece alla Cecoslovacchia e, prima ancora, all’Ungheria.
Al momento della mia visita erano ancora tre paesi fragili, appena arrivati ad essere padroni del proprio destino, forse spaventati di fronte alle nuove possibilità, ma pieni di giovani allegri e proiettati verso il futuro. Un viaggio piacevole, punteggiato ogni tanto da qualche elemento che ricordava con violenza il triste, recente passato. Come il lugubre ‘Museo dell’Occupazione della Lettonia’, a Riga, nel quale si capisce come popoli che hanno subito la violenza sia dei Tedeschi da ovest che dei Russi da Est, non abbiano dubbi a ritenere quest’ultima la più tragica. Chi l'avrebbe mai detto?

RACCONTO: Ciao Stalin!

(tratto dal mio libro: IL CONFINE IMMAGINARIO)

Per gentile concessione dell'editore POLARIS

Il sentiero si allungava davanti ai miei passi costeggiando la riva di un canale. Oltre il canale correva un reticolato, alto tre o quattro metri e dietro si alzava una torre di guardia. Guardando avanti, altre torri identiche ed equidistanti e da ogn’una un altoparlante gracchiava una musica solenne, un misto tra classica e militare, accompagnata da un canto baritonale. Ricordava i cori dell’armata rossa e russa era infatti la lingua dei canti che mi giungevano. Troppo facile riconoscere intorno a me, nella luce del mattino, i dettagli di un campo di concentramento, in quel caso di un gulag.


RACCONTO: La collina delle croci

(tratto dal mio libro: IL CONFINE IMMAGINARIO)

Per gentile concessione dell'editore POLARIS


A vederla dalla strada che corre verso Riga sembrava un'insignificante collinetta. Solo un cartello di legno avrebbe potuto fornire informazioni, se non fosse stato quasi invisibile e scritto in lituano: Kryziu Kalnas. Ma io, anche senza conoscere il lituano, sapevo dalla mia guida che quelle parole significavano collina delle croci, quindi girai il volante e seguii la direzione indicata.

giovedì 4 febbraio 2016

mercoledì 3 febbraio 2016

Viaggio in NAMIBIA, ZIMBABWE (Viaggio ATM)

Donna Herero e giovani Himba, due popoli del Kaokoland
Namibia
Paesi attraversati: Namibia, Zimbabwe
Itinerario: 
in Namibia: Windhoek, Fish River Canyon, Lüderitz, Kolmanskop, Sossusvlei, Namib Nat. Park, Swakopmund, Cape Cross, monti Drakesberg, Khorixas, Twyfelfontein, terrazze dell’Ugab, Kaokoland, Opuwo, Etosha Nat. Park, Waterberg Nat. Park;
in Zimbabwe: cascate Vittoria e Victoria Falls Nat. Park;
Periodo: luglio-agosto 1990
Durata: 1 mese
Ne parlo nel libro: Il Gatto Buddhista

Come sarà oggi la Namibia? Ai tempi del mio viaggio praticamente nessuno sapeva dove fosse, l’ho anche sentita chiamare ‘Nabibia’. Tanto per dire: per procurarci una guida del paese dovemmo rivolgerci ad un’amica che ce ne trovò una da Stanford a Londra. Lo spunto per il viaggio c’era arrivato da un numero speciale che la rivista ‘Airone’ dedicò alla Namibia nell’ottobre del 1987. Le straordinarie foto degli Himba e degli Herero, degli orici sulle dune di Sossusvlei, delle otarie di Cape Cross, delle formazioni rocciose dei monti Drakensberg ci convinsero in fretta e partimmo. E colloco questo viaggio nella top 3 di tutti quelli che ho fatto. La natura ai suoi massimi livelli (sia mondo animale che minerale) non mi ha mai lasciato dubbi.

Foto NAMIBIA, ZIMBABWE

Paesi attraversati: Namibia, Zimbabwe (Viaggio ATM)
Itinerario: 
in Namibia: Windhoek, Fish River Canyon, Lüderitz, Kolmanskop, Sossusvlei, Namib Nat. Park, Swakopmund, Cape Cross, monti Drakesberg, Khorixas, Twyfelfontein, terrazze dell’Ugab, Kaokoland, Opuwo, Etosha Nat. Park, Waterberg Nat. Park;
in Zimbabwe: cascate Vittoria e Victoria Falls Nat. Park;
Periodo: luglio-agosto 1990
Durata: 1 mese
Ne parlo nel libro: Il Gatto Buddhista

La sabbia invade le case nella città fantasma di Kolmaskop (Namibia)