Una bella
mostra, quella vista al Petit Palais di Parigi in novembre (2025) di Pekka Halonen (1865 -1933), pittore finlandese che non conoscevo. Figura importante
nella storia dell’arte del suo paese, emersa nel momento in cui la Finlandia,
affrancatasi dalla “tutela” della Russia, cerca di affermare la sua identità e la
sua indipendenza. Formatosi all’Accademia delle Belle Arti di Helsinky, Halonen
non può resistere al richiamo di Parigi, dove segue dei corsi tenuti da Gauguin,
si avvicina e si appropria dello spirito dell’Impressionismo e dell’Espressionismo
a cui aggiunge un tocco di romanticismo per adottare infine uno stile che tende
all’astrazione. Si può dire quindi che le sue opere ricordano alla lontana quelle
degli impressionisti, richiamano gli espressionisti, ma ho avuto la sensazione
che Halonen vi aggiunga anche un tratto che lo proietta altrove. Verso l’astratto,
appunto.
Una mostra ("Identità - la storia del disegno grafico ceco" organizzata dal Centro Ceco di Londra) che
celebra l'eredità di Franz Kafka, uno dei più grandi scrittori del XX secolo, vissuto
a Praga, in Repubblica Ceca.
La sua opera letteraria, come sappiamo, ha
influenzato e ispirato innumerevoli artisti in tutto il mondo attraverso una
varietà di generi culturali.
E’ stato per me sorprendente entrare nell'accattivante mondo de Il castello di Franz Kafka attraverso le
suggestive stampe in bianco e nero dell’illustratore e musicista cecoJaromír 99, un artista che non conoscevo.
Allestita sulla cancellata del palazzo, direttamente sulla strada, creata per l'adattamento della graphic
novel "The Castle" (uno dei pochi romanzi di Kafka) la mostra offre un'esplorazione poco convenzionale dell'enigmatica narrazione dello scrittore.