martedì 25 febbraio 2020

Viaggio in MAROCCO 73 - Primo viaggio in AFRICA (Viaggio ATM)

Un amico - Marocco '73
Paese attraversato: Marocco
Itinerario: Tangeri, Rabat, Casablanca, Essaouira, Agadir, Tiznit, Goulmime, Tan-Tan, Marrakech, Fes, Meknes, Tangeri
Periodo: luglio-Agosto 1973
Durata: un mese
Ne parlo nei libri: Ci sono posti così

Africa! Il mio primo viaggio in Africa, il primo di una lunga serie, il primo paese del continente nero visitato delle decine che l’hanno seguito.
Come scrivo per altri viaggi ATM di gioventù, erano gli anni dei viaggi esclusivamente in auto (da Bologna a Bologna) dato che le nostre finanze di allora rendevano impossibile l’acquisto di un biglietto aereo. Quindi all’itinerario marocchino sopra presentato vanno aggiunti i chilometri percorsi all’andata da Bologna ad Algeciras nella punta sud della Spagna (dove ci imbarcammo per attraversare lo stretto di Gibilterra) e quelli percorsi al ritorno da Algeciras a Bologna. Andata e ritorno attraverso Francia e Spagna. Un viaggio lunghissimo, in totale più di 7.000 km, praticamente quasi senza autostrade, anche in Europa.

Il progetto prevedeva di arrivare in Marocco “il più giù possibile”, fin dove le nostre macchine normali avrebbero potuto arrivare senza avventurarci sulle piste del deserto. Furono molte le sorprese per la mia prima esperienza africana. 
Innanzi tutto in Marocco il deserto (inteso come erg, cioè deserto di sabbia) praticamente non esiste, a parte un piccolo lembo ai confini con l’Algeria (l’erg Chebbi), le strade principali erano discretamente asfaltate e potemmo raggiungere Tan-Tan quasi al confine con il Saharawi.
La seconda sorpresa fu constatare che il Marocco non mi sembrava abbastanza “africano”, poco aderente all’immagine di Africa che avevo in testa e nel cuore. Poteva assomigliare a una nostra regione del sud. Le montagne ad esempio (bellissime) assomigliavano molto alle Alpi.
Infine il paese, pur povero, non mi parve miserevole come mi ero aspettato, anzi guardandomi attorno mi sembrava che molte sue regioni fossero messe meglio dell’Andalusia, ad esempio, dove avevo visto gente vivere nelle case scavate nella roccia, come un tempo a Matera. Ma allora la Spagna era ancora sotto al dittatura di Franco e quindi l’arretratezza del paese era palese.

Rivedendo le foto mi è venuto da confrontare il Marocco del ’73 con quello del 2003, quando ci sono tornato per la terza volta. Ovviamente il confronto era impietoso, nonostante i grandi miglioramenti palesi: parti di città rimodernate, moschee e madrasse (scuole coraniche) ristrutturate, ma affiancate a fenomeni di inurbamento selvaggio da far accapponare la pelle. Ricordo le mura che circondavano Essaouira, Tiznit e altri piccoli paesi, retaggio di antichi sistemi di difesa, che nel 2003 tra le case delle periferie non sarei riuscito ad individuare.

Vidi i primi cammelli (anzi, dromedari, per via dell’unica gobba) della mia vita al pascolo.

I primi cammelli (dromedari) della mia vita - Marocco '73
Quando arrivai nella famosissima piazza Jemaa el Fna di Marrakech, ricordo un tuffo al cuore: quando mai avevo visto una piazza del genere, situazioni del genere? C’erano venditori di tutto, saltimbanchi e giocolieri, incantatori di serpenti e - udite, udite! – venditori di acqua. Qualcosa che assomigliava, fatte le debite proporzioni, a quanto di poteva ammirare fino agli anni ’80 a Parigi nei boulevards S. Garmain des Pres e S. Michel
Venditore d'acqua in piazza
Jemaa el Fna di Marrakech
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Marocco '73

Attenzione, tutto questo a Marrakech esisteva ancora trent’anni dopo e forse esiste tutt’oggi. La differenza è che allora spettacoli e servizi (come la vendita dell’acqua) erano per i marocchini, non era folclore per i turisti. Un altro mondo.

Il turismo di massa non aveva ancora sparso i suoi effetti. La gente svolgeva le proprie attività quotidiane che non prevedevano ancora il turista come possibile acquirente. Si poteva interagire con i locali, anche nei clamorosi souk di Marrakech, Rabat, Fez, senza essere straziati da richieste di acquisto di tappeti, giri in cammello, artigianato dozzinale.
In giro si incontravano solo gruppetti di giovani stranieri che viaggiavano come noi, fuori dai circuiti organizzati che sarebbero arrivati solo dopo qualche anno. Era un bel viaggiare.

Anche in questo viaggio fummo perseguitati dalle ristrettezze economiche che ci consentirono di accedere solo a funduk di infimo livello oppure al campeggio libero. Nessun problema, amici, avevo vent’anni!
 
Gente di Goulmime - Marocco '73
Le foto. Una menzione particolare meritano le foto di questo viaggio e che presento nella scheda Foto di Marocco ’73. Furono scattate con pellicola in bianco e nero e i negativi, a seguito dei tanti traslochi, sono andati perduti. Per fortuna ne avevo salvato una stampa, che ho scannerizzato ed è questa che ho caricato sul Blog. 
Purtroppo, se ricordo le foto, di molte non ricordo il luogo dello scatto. Chiedo scusa per la mancanza.
Sono scatti che hanno 50 anni con gli obiettivi e la tecnologia fotografica di allora e i risultati, anche se sorprendentemente buoni, risentono del tempo. Per me sono ricordi, li conservo e li osservo con affetto, ma credo che anche per chi le guarda per la prima volta abbiano assunto un significato storico rilevante. Mostrano un Marocco che non c’è più da tempo.

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