| "Questa non è una guerra, sono i valori occidentali", Orgòsolo, Italia |
E questa fu la conseguenza dei fatti...
Migliaia di persone occuparono le terre attorno a Pratobello per giorni, fino a che lo Stato italiano non fu costretto a rinunciare al progetto. Quei ciclostilati, destinati per loro stessa natura a non durare nel tempo, vennero sostituiti immediatamente da dipinti sui muri, più resistenti alle intemperie e da qui tutto ebbe inizio… Avevo un debole ricordo di quel fatto, ma la visita al paese di poco tempo fa me l’ha fatto rivivere con chiarezza.
Non cerchiamo Bansky tra gli artisti che li hanno dipinti, ma non per questo il loro valore diminuisce. Forse il più importante dei pittori che dipinsero i murales che occhieggiano dai muri di Orgòsolo è Francesco Del Casino, un pittore toscano che, dopo aver vinto una cattedra di educazione artistica nel paese sardo, vi si traferì e diede inizio alla produzione di molti dei murali che troviamo nelle strade principali del centro del paese. E altri pittori seguirono il suo esempio, compresi alcuni suoi allievi. In totale i dipinti dovrebbero essere circa 150.
| A Orgòsolo i murales sono ovunque |
Suggerisco senza dubbio di trascorrere qualche ora a passeggiare per Corso
della Repubblica (la via principale di Orgòsolo) scrutando i muri delle case
alla ricerca delle opere che sbucano da ogni angolo. Si scoprono così le opere
di Del Casino, che ricordano un po’ Guttuso e un po’ Picasso, ma non solo. Ci
sono anche quelle di artisti sardi e di qualche straniero.
Il talento degli autori non è sempre eccelso, ma per me questo non conta, passa inosservato, perché si scopre fin dall’inizio che i dipinti non hanno uno scopo decorativo, o non solo, ma si propongono soprattutto come strumenti di lotta, di protesta e di denuncia.
| Come uccelli sogni e speranza volano via... Orgòsolo, Italia |
Raccontano fatti e storie di Orgòsolo, non solo quelli di Pratobello, dell’Italia e del mondo intero, senza un regia apparente. Parlano di politica, di temi sociali, denunciano le ingiustizie, l’emarginazione e i soprusi patiti dai Sardi dall’Unità d’Italia fino ai nostri giorni, anche dalla Stato Italiano. Parlano della guerra (dalla prima guerra mondiale a Gaza), della pace e della piaga più dolorosa: l’emigrazione. Espongono le ragioni del banditismo, dei pastori, dei minatori, dei contadini di fronte alle ingiustizie del potere.
| Due popoli due stati, due popoli una strage, Orgòsolo, Italia |
Sono opere popolari a disposizione di tutti e che tutti apprezzano senza fare del paese un museo. Attirano i visitatori e convivono serenamente con la gente del paese che vi parcheggia davanti le auto o i tavolini dei bar, impedendone quasi la vista. E anch’io, dopo essermi indispettito per questo malcostume, di questa che all’inizio giudicavo mancanza di rispetto, ho dovuto prendere atto che se questa è street art, allora devo accettare che nella strada ci siano le auto e anche i tavolini dei bar. E ho accettato che nelle mie foto, sotto o accanto ai murali, apparissero le une gli altri.
| Auto invadenti? Per me ininfluenti, Orgòsolo, Italia |
Amo questa forma d’arte, la street art,
perché coinvolge, emoziona, vi trovo la genuinità e la semplicità delle opere
naif, da non confondere mai con la banalità. E, nel caso dei murali di Orgòsolo,
costringe a pensare e ammonisce. Lascia un segno, come è capitato a me con le
parole spietate di questo murale che non posso che condividere. Ho pubblicato la
foto all'inizio di questo post e lascio a voi la loro lettura.
P.S. Consiglio la visualizzazione di decine di altri murales qui
Nessun commento:
Posta un commento