sabato 30 novembre 2013

Viaggio in TCHAD

Ennedi (Tchad)
Paesi attraversati: Tchad
Itinerario: Njamena, Bahr el Ghazal, Faya (ex Faya Largeau), Tibesti, massiccio dell'Ennedi, Biltine, Abeche, Njamena
Periodo: Dicembre 1999-gennaio 2000
Durata: 2 settimane

Centodieci km di strada asfaltata, 350 km di pista sabbiosa decente, più di 10 giorni (come si fa a contare i km in queste condizioni?) di navigazione nel deserto (sapevate che si "naviga", oltre che sul mare e sul web, anche nel deserto?) con il solo ausilio delle bussole e dell'esperienza delle nostre guide. Questi sono i dati che hanno caratterizzato il mio viaggio Tchad, uno dei luoghi più isolati del pianeta.


Foto TCHAD

Paesi attraversati: Tchad
Itinerario: Njamena, Bahr el Ghazal, Faya (ex Faya Largeau), Tibesti, massiccio dell'Ennedi, Biltine, Abeche, Njamena
Periodo: Dicembre 1999-gennaio 2000
Durata: 2 settimane

Nomadi Toubou (Tchad)

lunedì 4 novembre 2013

Viaggio in INDONESIA

Paesi attraversati: Indonesia
Teatro delle marionette - Indonesia
Itinerario: 
Bali: Sanur Beach, Ubud e dintorni, Lovina Beach; 
Java: Meru Betiri National Park, monte Bromo, templi di Panataran, Surakarta (Solo), Templi di Prambanan, stupa di Borobudur, Yogyakarta 
Periodo: luglio-agosto 1998
Durata: 3,5 settimane
Ne parlo nel libro: Il Confine Immaginario

Date le dimensioni e la conformazione fisica dell'Indonesia (un enorme arcipelago, con le conseguenti difficoltà negli spostamenti)  visitammo solo le due isole più importanti: Bali e Java.

Foto INDONESIA

Paesi attraversati: Indonesia
Itinerario: Bali: Sanur Beach, Ubud e dintorni, Lovina Beach; Java: Meru Betiri National Park, monte Bromo, templi di Panataran, Surakarta (Solo), Templi di Prambanan, stupa di Borobudur, Yogyakarta 
Periodo: luglio-agosto 1998
Durata: 3,5 settimane
Ne parlo nel libro: Il confine immaginario (Racconto: Anime in fumo)

Artigianato - Il dio Ganesh - Bali
(Indonesia)

RACCONTO: Anime in fumo

(tratto dal mio libro: IL CONFINE IMMAGINARIO)

Per gentile concessione dell'editore POLARIS

All’entrata del nostro albergo a Ubud [1] un piccolo cartello scritto a mano informava che il giorno seguente in un villaggio a pochi chilometri da lì avrebbe avuto luogo una cremazione. Il giorno dopo un taxi ci condusse nel luogo indicato e subito notai l’esigua presenza degli stranieri.  Nella primavera del 1998 dimostrazioni e rivolte, anche sanguinose, si erano scatenate contro il dittatore Suharto [2] ed avevano lasciato tracce evidenti nelle città principali dell’Indonesia.  Bali non era stata coinvolta direttamente, ma era pur sempre un pezzo di Indonesia e quindi pagava, come tutto il paese, la fuga degli stranieri, con grandi vantaggi - prezzi bassi e ottimi servizi – per i pochi che come noi erano comunque arrivati. Quella mattina di stranieri ne contai al massimo una decina e questo consentiva alla cerimonia di svolgersi senza troppe interferenze esterne.