| La spettacolatre facciata Deco di Casa Nelissem, Bruxelles |
Itinerario: Charleroi, Bruxelles, Anversa,
Bruges, Gand
Periodo: Agosto-Settembre
2026
Durata: 2
settimane
Ho vissuto il viaggio con uno strano senso che definirei di “precarietà”. Tranne rari momenti avrei potuto trovarmi in un “qualsiasi” altro posto. Il Belgio infatti mi è sembrato un “non paese”: non esiste una lingua nazionale comune (una parte parla francese, un’altra olandese e una piccola minoranza tedesco), vi convivono regioni separate diverse per storia, lingua, cultura. Ragionamenti un po’ grezzi che però esprimono bene la mia sensazione di trovarmi in un paese “senz’anima”. Un paese ricco, carissimo, che, da turista, mi è sembrato faccia del turismo legato alla bellezza delle sue città il suo tratto principale.
E allora il segreto per visitare il piccolo Belgio credo sia quello di andare
a cercare “i dettagli”. Si rinuncia all’insieme e si va alla ricerca degli
elementi “particolari”, spesso unici e allora la visita del Belgio diventa
molto interessante, piacevole e appagante. E a quel punto il paese “vale la
pena”, senza dubbio.
Di seguito riporto gli elementi “particolari” che mi hanno colpito.
L’architettura gotica, ben presente nel paese, è senz’altro uno dei fil rouge che si possono seguire per una visita in Belgio. Viene chiamata “brabantina”, una variante locale del gotico francese rivista secondo la tradizione fiamminga (XIV-XVI secolo). Si esprime sia in ambito religioso (cattedrali) che civile (grandiosi municipi o stadhuis) o i famosi Beffroi (torri civiche campanarie), come la torre del Municipio di Bruxelles. I capolavori gotici sparsi nel paese sono molti, gli imperdibili secondo me sono questi:
- Cattedrale di San Michele e Santa Gudula (Bruxelles)
- Chiesa
di Notre-Dame du Sablon (Bruxelles):
- Cattedrale di San Bavone
(Gand), custode del celebre Polittico di Gand dei
fratelli van Eyck
- Chiesa di Nostra Signora (Bruges), facilmente riconoscibile per la torre altissima la affianca.
La
pittura fiamminga
Forse ancor più del gotico, per me è la pittura fiamminga a caratterizzare il Belgio artistico. E’ stato uno dei motivi del viaggio: allargare le mie conoscenze sulla pittura fiamminga che non ha un “centro” nel quale si focalizzi, come il Rinascimento a Firenze, il Barocco a Roma o l’Impressionismo a Parigi. Le opere dei pittori fiamminghi sono invece sparsi un po’ ovunque (Spagna, Italia, Francia), ma si concentrano di più in Olanda e in Belgio. E per questo, come ho detto, sono stato in Belgio, dove li ho travati, anche qui, un po’ sparpagliati, come descritto di seguito. A Bruges: al Museo Groeninge vediamo, tra gli altri, capolavori di Jan van Eyck, Rogier van del Weiden, Hans Memling, Hironymus Bosch e Gerard David e al Sint-Janshospitaal (Ospedale di San Giovanni) troviamo il Memling Museum con una serie stupenda di opere di Hans Memling. L’ospedale di San Giovanni tra l’altro è diventato da vero e proprio ospedale (lo è stato dal XIV secolo al ’900) a interessantissimo museo dedicato alla cura e all’assistenza ospedaliera nei secoli (arredi, foto, strumenti, portantine…). Direi da non perdere. A Gand: nella Cattedrale di San Bavone si trova il celebre Polittico di Gand (l'Adorazione dell'Agnello Mistico) di Jan e Hubert van Eyck. Da solo vale il viaggio, non a Gand, in Belgio.
| Adorazione dell'Angelo Mistico dei fratelli Van Eyck, cattedrale di San Bavone, Gand, Belgio |
Ad Anversa: il museo Van den Bergh conserva lo spettacolare quadro Margerita la pazza di Pieter Bruegel, che sembra dipinto da Bosch. Da non dimenticare Il Museo Reale di Belle Arti (KMSKA) che conserva i capolavori (barocchi) di Peter Paul Rubens. A Bruxelles: i Musei Reali delle Belle Arti del Belgio raccolgono una vasta collezione di opere di Rogier van der Weyden, Pieter Bruegel il Vecchio e Antoon van Dyck.
La
Venezia del nord
Quando in una città del nord Europa scorre qualche canale, quella città
diventa la Venezia del nord. Conoscendo Venezia sono definizioni evidentemente
ridicole. Anche Bruges non sfugge alla regola, anzi direi che Bruges, più delle
altre città belghe, sembra impegnarsi perché i suoi canali siano parte
integrante e imprescindibile della sua immagine. Sono in effetti curati, puliti
e affascinanti. Circondano il centro storico, lo attraversano lambendo le
fondamenta di antichi palazzi perfettamente ristrutturati. Offrono scorci
davvero fantastici. In una giornata di sole le loro acque, che scorrono
lentamente senza increspature, riflettono i palazzi che stanno intorno e le
nuvole del cielo. Non mancano sulle rive nemmeno i mercatini di oggetti
vintage. Uno spettacolo notevole.
| I canali di Bruges, Belgio |
Ma… Bruges è una città molto, troppo turistica e quindi purtroppo i suoi
canali sono infestati da troppi dehors
che vi si affacciano e troppe barche che portano in giro turisti vocianti e a
me fastidiosi. Per non parlare delle carrozzelle che portano in giro altri
turisti.
Le gilde
Chiamiamole corporazioni, clan, compagnie. Sono molti i termini per definire le Gilde, le potentissime associazioni di arti e mestieri che nacquero nel nord Europa a partire dal XII secolo. Servivano per proteggere, tutelare e regolamentare le categorie professionali a cui facevano riferimento, mestieri spariti nel tempo, come i franchi battellieri oppure dei misuratori di grano. Garantivano il mutuo soccorso tra i soci. Nate inizialmente come confraternite religiose e mercantili, diventarono veri e propri monopoli commerciali e infine centri di potere e controllo politico. Fissavano i prezzi delle merci, regolavano la concorrenza, proteggevano i membri e garantivano la formazione e l’apprendistato dei membri.
| Le splendide sedi delle Gilde sulla Grand Place, Bruxelles, Belgio |
La loro potenza politica ed economica l’ho potuta osservare di fronte alle facciate delle loro sontuose sedi. A Bruxelles, a Bruges e soprattutto a Gand è imperdibile una passeggiata davanti palazzi che li ospitano. E’ una camminata facile, stanno tutte insieme, una di fianco all’altra e danno una prospettiva meravigliosa alle piazze del mercato che li ospitano (che sono sempre le più affascinanti) come a Bruxelles e a Anversa o sulle rive del canale su cui si affacciano come a Gand.
Murales e fumetti a Bruxelles
Imperdibili. Se vi piacciono i fumetti una giornata alla loro ricerca è
uno sballo, tanto che ad essi ho dedicato un posto specifico che trovate QUI
Bruxelles: come offendere Bruegel
Ci sono rimasto male. Avere ospitato Pieter Bruegel il Vecchio per quasi tutta la vita e avergli anche dato sepoltura, pensavo fossero motivi di vanto per Bruxelles. Sì, c’è un bel monumento sul sagrato della chiesa di Notre Dame de la Chapelle a Bruxelles e dentro la chiesa c’è la sua tomba, commovente nella sua semplicità, coperta da una semplice lapide. Ma certamente vedere, poco distante, la sua casa abbandonata e malmessa, con i vetri rotti e indicata da una targa sporca e deteriorata che quasi non si legge, è stata una delusione cocente.
| La casa di Pieter Bruegel (particolare), Bruxelles, Belgio |
Pieter Bruegel il Vecchio, con Bosch il più grande pittore fiammingo, fondatore di una dinastia di pittori con lo stesso nome, non se lo merita. Magari Bruxelles rimedierà in futuro, ma intanto io ho visto questo. Penso che non dovrebbe essere impossibile restaurare la sua casa-studio e farne un museo a lui dedicato. O no?
Liberty e Art Deco a Bruxelles:
Un altro must della capitale del Belgio è senz’altro percorrere la zona sud della città (Sait Gilles, avenue Louise, Ixelles) con il naso all’insù. Siamo in una zona di forte espansione della città nell’800 e ‘900, nel periodo storico in cui in architettura imperavano gli stili Liberty e Deco e a Bruxelles, città ricca, in quei decenni chi costruiva palazzi seguiva la “moda”. Guardare in alto lungo molte delle via di questi quartieri permette di vedere edifici costruiti in questi stili, alcuni progettati dall’architetto Victor Horta, il precursore. Non sono tutti capolavori, ma sono decine e decine e quelli belli sono veramente belli: Hotel Tassel, Hotel Max Hallet, museo Victor Horta, Hotel Solvay.
| Il Liberty delle scale dell'Hotel Hannon, Bruxelles, Belgio |
ATTENZIONE! Gli edifici sono per lo più privati, anche i più prestigiosi, quindi visitabili solo dietro prenotazione e in gruppi accompagnati ai quali ci si deve iscrivere on line con parecchio anticipo. Non lo sapevamo e quindi abbiamo dovuto “accontentarci” della visita al Museo Victor Horta e al Max Hallet che, in quanto musei, sono sempre accessibili. Il Max Hallet, tra i due, spicca per la raffinatezza dei dettagli e per ospitare alcuni vasi e dei tavolini istoriati di Emil Gallé. Liberty e Deco a Bruxelles, una giornata fantastica.
Nella Cattedrale di Nostra Signora di Bruges, a parte per la sua monumentalità gotica rimaneggiata nei secoli, sono entrato per vedere la Madonna con Bambino, una piccolo gruppo scultoreo di Mchelangelo, l’unico opera dell’artista uscita dall’Italia prima della sua morte. In marmo bianco di Carrara, è meravigliosa, anche se l’altare pacchiano barocco su cui è installata non le rende giustizia. Acquistata da un mercante di Bruges fu portata in Belgio di nascosto. Michelangelo non voleva fa sapere che aveva finito l’opera commissionata da poco, dopo avere tralasciato committenze che aspettavano da tempo. E l’aveva fatto per il prezzo spropositato che si era fatto pagare dal mercante. Non si sa se questa storia sia vera, in ogni caso è bellissima.
| Madonna con Bambino, Michelangelo, cattedrale di Nostra Signora di Bruges, Belgio |
Quando, a visita finita, stavo per lasciare la chiesa, mi sono imbattuto in una felice sorpresa. Sotto l’altare maggiore sono state scoperte e portate alla luce alcune tombe dipinte (risalenti al XIII e XIV secolo). La sorpresa sta nel fatto che si tratta di rari sepolcri in muratura dipinti internamente con immagini sacre (come la Crocifissione o gli angeli). Sono opere di grande impatto, anche se alquanto approssimative, spesso a carattere geometrici, proprio perché gli autori avevano pochissimo tempo a disposizione per dipingere, visto che allora si seppelliva lo stesso giorno della morte.
Allora si può. Si può conciliare l’antico con le esigenze del moderno. La
stazione centrale di Anversa (1905) presenta un riuscito e sorprendentemente
armonioso miscuglio di torrette, balconi, cupole di vetro, stili architettonici
diversi e mode di un tempo. Il tutto sposato con l’efficienza richiesta da una
moderna stazione ferroviaria. Passeggiando attraverso i suoi ampi spazi si ha
la sensazione di essere in una chiesa, soprattutto se si volge lo sguardo in
alto, al di sopra della gente che si affretta verso un treno in partenza.
| La stazione centrale di Anversa, Belgio |
Bruges: il beghinaggio
Riprendo dal sito “Visit Bruges”: Le beghine abitavano il Beghinaggio già nel XIII secolo. Donne nubili vivevano insieme in una comunità chiusa, conducendo una vita relativamente indipendente ed emancipata. Nel 1998 l'UNESCO ha dichiarato il Beghinaggio di Bruges patrimonio mondiale dell'umanità assieme ad altri 12 beghinaggi fiamminghi. Ancora oggi, le facciate imbiancate che circondano l'affascinante cortile sono abitate da alcune suore e donne che scelgono di condurre uno stile di vita quieto. Questo angolo unico di Patrimonio UNESCO è aperto al pubblico ma, da sempre, tutte le sere chiude le porte al tramonto.
| Il Beghinaggio di Bruges, Belgio |
Tra l'XI e il XIII secolo alcune donne iniziarono a riunirsi per far fronte ai propri bisogni materiali e spirituali. Nacque così il movimento delle beghine.
Con grande disappunto
della Chiesa, pur conducendo una vita pia e nubile, le beghine non
seguivano le regole di vita stabilite dalla chiesa romano-cattolica, non pronunciavano
il voto di povertà, potevano mantenere le loro proprietà, non erano vincolate
da ‘voti eterni’ formali. Le beghine conducevano una vita indipendente e più
libera rispetto alle monache. E tutto questo non era ben accetto dagli allora capi
— tutti uomini — del clero. Nel 1311 Papa Clemente V dichiarò le beghine
addirittura eretiche.
Un
mondo affascinante, da scoprire. In effetti, visitando il Beghinaggio di
Bruges, ho provato quella sensazione di pace e di serenità di cui parla “Visit
Bruges”. Le casette bianche di poche stanze, sobrie ma comode, i portichetti
che si affacciano su piccoli cortili privati di cui ognuna di esse è dotata,
pieni di fiori ben curati, immerse nel silenzio protetto da una mura di cinta
che rende il Beghinaggio una piccola città nella città, fanno intuire il mondo
di cui erano alla ricerca le beghine. Un mondo che comunque non accoglieva
donne povere.
Rinuncia a Magritte
Prima di partire mi ero immaginato una bella visita
al museo dedicato al più grande pittore belga del ‘900 che io amo molto. Dopo
essermi però informato bene, ho scoperto essere una cospicua raccolta di opere,
documenti originali, foto, citazioni e un rispettabile serie di dipinti, ma
nulla di veramente importante. D’altra parte le sue opere migliori sono sparse
nel mondo, a cominciare dal Beaubourg di Parigi che ne detiene un discreto
numero. Quindi alla fine, anche per questioni di tempo, ho rinunciato alla
visita e credo di non aver perso nulla o molto poco.
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